“Estratto da Linea Guida Innogea – Emergenza Covid-2019”

Oggi vi parliamo di trasmissione del virus COVID-19 pubblicando un estratto della Linea Guida Innogea elaborata sulla base delle recenti bibliografie nazionali ed internazionali (aggiornate al 11 marzo 2020.

L’infezione COVID-19 si trasmette nella maggior parte dei casi attraverso contatti stretti in ambienti chiusi tra persona e persona, per esposizione a goccioline (droplets) emesse con la tosse o gli starnuti. Si può anche trasmettere per contatto diretto o indiretto con le secrezioni, ad esempio attraverso le mani contaminate (non lavate) che toccano bocca, naso o occhi. La trasmissione per via aerea (cioè a distanza superiore ad un metro), non è considerata la via principale di trasmissione e le misure in questo senso sono a scopo cautelativo; secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la trasmissione per via aerea non è ancora adeguatamente documentata, anche se è possibile nel corso di procedure invasive che generano aerosol. Il virus è stato trovato anche nelle feci, tuttavia la via oro-fecale non appare allo stato attuale una via rilevante per la diffusione del virus e sono necessarie ulteriori evidenze per considerarla una via effettiva di trasmissione. La trasmissione si verifica quando c’è un contatto stretto con un caso sintomatico.

La definizione di contatto stretto è riportata successivamente. Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus.  L’OMS, sulla base dei dati fino a questo momento disponibili, considera non frequente l’infezione da nuovo coronavirus prima che sviluppino sintomi. La via principale di trasmissione è infatti attraverso i droplet respiratori eliminati nell’ambiente da qualcuno che sta tossendo. Il rischio di trasmissione di COVID-19 da qualcuno che non ha alcun tipo di sintomi è molto basso. Tuttavia, molte persone con COVID-19 presentano solo sintomi lievi, soprattutto all’inizio della malattia. E’quindi, possibile infettarsi con COVID-19 per contatto con qualcuno che fa, ad esempio qualche colpo di tosse senza presentare altri sintomi.

La distanza di 1 metro è quella considerata come area di sicurezza per le malattie infettive a trasmissione respiratoria; alcuni studi sulla SARS hanno però evidenziato che in alcuni casi le goccioline possono viaggiare per distanze più lunghe (2 metri). Secondo l’Istituto Superiore di Sanità non vi sono evidenze della trasmissione del virus dalla madre al feto. Nei primi 19 casi di donne in gravidanza e neonati nati da madri con sintomatologia clinica da COVID-19 descritti in letteratura, infatti, il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale prelevato da cordone ombelicale.  Il virus responsabile della COVID-19 non è stato rilevato nel latte materno raccolto dopo la prima poppata delle donne affette; in almeno un caso sono stati invece rilevati anticorpi anti SARS-CoV.

Per consultare la linea guida completa scaricala da qui Linea Guida Misure Organizzative per la gestione emergenza da Covid19

Un abbraccio a distanza

Marco Lampasona

 

“Rubrica Qualità Clinica” indicatore “Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva ”

Oggi al nono capitolo della nostra rubrica, proseguiamo gli approfondimenti settimanali degli indicatori presentati nel Rapporto sulla qualità degli outcomes clinici occupandoci dell’unico indicatore di esito afferente l’area clinica respiratoria legato alla diagnosi di” BPCO riacutizzata”

Di seguito Vi invitiamo alla lettura dell’ articolo completo Articolo indicatore Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva

Buona lettura

Marco Lampasona

“Rubrica Qualità Clinica” indicatore Ictus ischemico

Proseguono gli appuntamenti settimanali con la nostra “Rubrica Qualità Clinica” con la quale proponiamo l’analisi di dettaglio ed approfondimento degli indicatori presentati nel Rapporto sulla qualità degli outcomes clinici nell’ospedalità privata redatto da Innogea e pubblicato nell’ambito della collana “Quaderni AIOP” nel mese di novembre 2019 (Link: http://www.aiop.it/Portals/4/documenti/QR/2019RapportoEsitiPne.pdf)
Lasciamo l’aera cardiovascolare per affrontare oggi, al settimo appuntamento, l’area cerevrovascolare e approfondiamo l’indicatore Ictus ischemico, mortalità a 30 gg (PNE 2018), ecco di seguito articolo completo Articolo indicatore Ictus Ischemico

buona lettura

Marco Lampasona

 

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